Rassegna stampa

Un pò di Prosecco

Prosecco

Prosecco, dai tempi antichi ad oggi

La storia del Prosecco è una storia molto antica. Pur non essendoci documenti che attestino la presenza della viticoltura nelle colline delle Prealpi Trevigiane in epoca romana, certamente la coltivazione della vite deve risalire a tempi remoti.

L’uomo difatti, nella sua continua opera di conquista di nuovi spazi coltivabili, ha modificato la morfologia del territorio a favore del vigneto.

E’ a partire dal secolo scorso, con la fondazione in Conegliano Veneto della Società Enologica (dalla quale derivano successivamente la Scuola di Viticoltura ed Enologia e la Stazione Sperimentale per la Viticoltura e l’ Enologia), che gli studi sul vitigno che da origine al Prosecco conoscono un notevole impulso e quest ultimo viene valorizzato e diffuso.

Le origini del Prosecco

Diverse sono le ipotesi avanzate in merito all’origine di questo vino. La più accreditata, proposta già nel 1500 da Volfango Lazio e successivamente ripresa da altri autori, identifica il Prosecco con un vino noto ai tempi dell’ Impero Romano.

Tale vino era noto con il nome di Pucino e probabilmente proveniva dalle colline friulane-triestine. Il Pucino venne citato da Plinio per essere stato particolarmente apprezzato dall’ imperatrice Livia Augusta, la quale sembra che se lo facesse inviare in anfore di terracotta dal porto di Aquileja. Grazie al suo consumo, si narra che la sovrana riuscì ad arrivare alla veneranda età di 82 anni.

A dar forza a questa teoria contribuisce il fatto che esiste nella zona di Trieste un paese chiamato Prosecco, da cui poi il vitigno sarebbe arrivato nel trevigiano. Anche sui Colli Euganei, in provincia di Padova, è coltivato un antico vitigno chiamato ‘Serprina’, che potrebbe avere le stesse origini del Prosecco.

La letteratura moderna

La letteratura degli inizi del novecento riporta tutta una serie di biotipi di Prosecco diffusi nell’ alta provincia di Treviso che variano nella forma dell’ acino:

  • il Prosecco tondo;
    il Prosecco Balbi o prosecco bianco con acino sferico, diffusissimo nel Trevigiano;
    il Prosecco lungo con acino allungato, ed altre tipologie meno diffuse ma tutte coltivate ed apprezzate nella zona.

Nel corso degli anni, alcuni biotipi vennero abbandonati a favore della diffusione del Prosecco tondo e di una sua particolare selezione operata nella seconda metà del secolo scorso dal conte Balbi Valier nella sua proprietà di Pieve di Soligo, che da lui prese il nome di Prosecco Balbi.

A questa selezione, la prima di cui si abbia notizia, è seguito negli ultimi vent’anni un grande lavoro di selezione clonale, operato dall’Istituto Sperimentale per la Viticoltura. Tale lavoro è finalizzato alla salvaguardia della tipicità di un prodotto che deve adattarsi, di volta in volta, a diverse esigenze agronomiche, colturali, sanitarie ed enologiche.

Caratteristiche del vitigno e del vino

Il Prosecco è un vino rustico e vigoroso, il vitigno ha tralci color nocciola e grappoli piuttosto grandi, lunghi, spargoli ed alati, con acini di un bel giallo dorato immersi nel verde brillante delle grandi foglie.

Dalla comparazione fra le indagini sui vitigni tradizionali presenti nelle colline di Conegliano e Valdobbiadene, effettuate nel 1936-37 dal Prof. Dalmasso e successivamente nel 1964, emerge in modo evidente il consistente aumento della presenza percentuale del Prosecco.

Emerge anche la contemporanea diminuzione di alcune varietà minori quali Verdiso, Perera, Bianchetta, in passato utilizzate nella vinificazione del Prosecco per dare un vino dalle caratteristiche uniche e particolari.

Varietà che in tempi recenti si sta cercando di recuperare e reintrodurre nella produzione del Prosecco per un massimo del 15% per valorizzare la peculiarità dei vini della zona.

Approfondimento
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